Chevrolet Cruze, una tentazione accattivante

Un'auto lunga 4 metri e 60, con un design accattivante, cinque comodi posti e una dotazione di serie che comprende tra l'altro climatizzatore manuale, sei airbag, Esp, impianto stereo con sei altoparlanti e lettore cd e sensori di parcheggio, il tutto a 15.600 euro con motore 1600 a benzina e a 18.300 con turbodiesel 2 litri. È questo il biglietto da visita, piuttosto interessante, con cui la
Chevrolet Cruze si presenterà all'appuntamento con il mercato italiano in maggio. La Cruze, costruita sulla piattaforma intermedia di GM, chiamata delta, la stessa su cui nascerà la prossima Astra, al suo arrivo manderà in pensione Lacetti e Nubira. Il salto di generazione è evidente già a una prima occhiata. Il design è davvero riuscito: linee pulite, proporzioni armoniose, linea sportiva, quasi da coupé a quattro porte, con coda corta e tetto ad arco. Il muso è molto personale e deciso, con il motivo della doppia griglia attraversata da una banda orizzontale, su cui è alloggiato il marchio, che già era stato inaugurato dalla Captiva. Ma è soprattutto la precisione nell'accoppiamento delle lamiere e nel trattamento delle superfici che fa capire quanto con la Cruze il marchio globale di GM abbia deciso di voltar pagina.
Anche all'interno la
Chevrolet Cruze è molto ben concepita, con una plancia gradevole e funzionale, e una posizione di guida assai facile da trovare grazie alle diverse posizioni del sedile e alla regolazione del volante in altezza e in profondità. I tasti sono grandi e ben visibili, i comandi tutti a portata di mano. Quelli della radio sono riportati sul volante, e anche questo fa parte della dotazione di serie. Il passo di due metri e 68 cm, offre uno spazio piuttosto abbondante per le gambe di chi siede dietro. Unica nota stonata, le plastiche di rivestimento delle portiere, dure e di aspetto economico. Ma da qualche parte si doveva pur risparmiare. Nel bagagliaio, le cerniere interne voluminose portano via spazio.
La
Chevrolet Cruze arriva con tre motorizzazioni: 1.6 a benzina da 113 CV, 1.6 benzina-Gpl e un 2.0 turbodiesel che abbiamo provato sulle strade del Nord della Spagna. Meglio dire subito che, considerati i 150 CV sulla carta, ci si aspetterebbe qualcosa di più: la potenza non manca, per carità, e mantenendo il motore vivace la guida risulta piacevole, i sorpassi sicuri, i percorsi autostradali silenziosi. Ma una volta che lancetta del contagiri scende sotto i 2000 giri, in particolare tra 1000 e 1500, si scopre un vuoto d'alimentazione fastidioso, quasi imbarazzante: uno schiaccia l'acceleratore e il motore non spinge. Un difetto che costringe a ricorrere più spesso al cambio, un manuale a cinque marce, e rende le riprese in autostrada nei rapporti superiori un'azione che richiede di non avere fretta. Peccato, perché per il resto la Cruze si guida bene, con uno sterzo che la Casa ha deciso di mantenere idraulico e che, grazie anche a questa scelta, trasmette al pilota una piacevole sensazione di precisione, senza quella vaghezza tipica di molti servocomandi elettrici.
Le sospensioni, MacPherson davanti e a ponte torcente dietro, fanno bene il loro lavoro nell'assorbire le asperità e rendono il viaggio molto confortevole. Ora aspettiamo di guidare la versione Eco Logic, equipaggiata dal 1600 alimentato a benzina e Gpl, che nelle previsioni di Chevrolet costituirà la fetta maggioritaria delle vendite della Cruze.
Fonte:
Quattroruote
Pubblicazione:
Aprile 2009