Opel "Corsa OPC" EMOTION DISPENSER

Opel Esistono auto predestinate, in grado di diventare irresistibili per la loro sfrontata capacità provocatoria. La Corsa OPC è una di queste. Le branchie, l'estrattore, lo scarico (triangolare) centrale. E un atteggiamento, in genere, cattivo. Di più, all'Opel Performance Center della Casa tedesca, non avrebbero potuto fare: tra le anticipazioni apparse su Internet e i gossip del caso, la novella bombetta tedesca è già un cult.

Dal primo contatto che abbiamo avuto modo di effettuare, è subito emerso l'incredibile appeal di un modello che fa di tutto per eccitare chi lo guida. Tolto il capitolo esterni (decisamente soggettivo), l'abitacolo ti accoglie mostrando subito quel che di buono sa offrire: a partire dai sedili di tipo sportivo (by Recaro), ma anche comodi e poco affaticanti. Molti i particolari rifiniti in modo specifico per questa variante OPC (dalle cornici delle bocchette, ai nuovi pannelli di copertura della console centrale smaltati).

Giri la chiave dell'accensione e il 1600 turbo da 192 CV prende vita, producendosi in un rombetto niente male. Sono le prime curve, come sempre, a mettere il pepe all'insieme. L'assetto (la scocca è sostanzialmente invariata, ma molle, barre stabilizzatrici e ammortizzatori sono specifici) mette subito a proprio agio chi la guida, grazie a un inserimento pronto e preciso e a un posteriore che non molla mai, neppure nelle manovre di rilascio più azzardate.

L'assetto, rispetto alla variante Sport della gamma Corsa, è ribassato di 15 mm: le nuove tarature messe a punto sul mitico Nordschleife del Nürburgring (anche dagli ingegneri della Lotus Engineering) riducono il rollio del 25%. Tutto insomma contribuisce a rendere credibili e apprezzabili le prestazioni, a tratti imbarazzanti, di questa baby-bomba: lo scatto sullo 0-100 km/h avviene in 7,2 secondi, mentre la lancetta del tachimetro arriva a toccare quota 225 all'ora.

Nella guida pulita si apprezza la buona direzionalità dello sterzo (che accusa poco la coppia delle ruote anteriori e ha una demoltiplicazione di tipo sportivo) e la capacità di trazione dell'anteriore, agevolata da un comando dell'acceleratore sensibile e progressivo. Il turbo (nato dalla collaborazione tra Opel e BorgWarner Turbo System, ex KKK) spinge forte, ma senza compromettere il grip tra gomme e asfalto agevolando le uscite dalle curve.

Ok la spinta, già disponibile oltre i 1400 giri (la coppia massima è di 230 Nm, con picchi di 266 Nm per i momenti di maggiore carico), che permette (anche) una guida rilassata. L'assetto rigido si fa sentire soprattutto nello sconnesso dove le botte alla schiena si sentono tutte. Nel complesso si può dire che anche Opel è riuscita a mettere su strada una piccola sportiva cattiva, piacevole da guidare e possedere.