Debutta la nuova Seat Exeo

La penultima generazione dell'Audi A4 cambia identità e vive una seconda giovinezza in terra spagnola. Con un look rinfrescato Seat la porta al debutto nel segmento D, dove punterà a farsi largo, da maggio, tra una concorrenza agguerrita grazie a prezzi competitivi e a una gran cura costruttiva.
La Seat si butta per la prima volta nella mischia delle berline del segmento D con la nuova Exeo, che arriverà sul mercato ai primi di maggio. La mossa potrebbe sembrare a prima vista un po' un azzardo, vuoi per la spietata concorrenza che si contende questo che è il terzo settore del mercato europeo per volumi, vuoi per il momento di crisi che sembrerebbe sconsigliare certi slanci. Ma a Martorell pare invece che abbiano fatto per bene i loro conti. In prima battuta, le tre volumi sono sempre molto richieste sul mercato interno spagnolo. Inoltre in Seat avevano bisogno di un'auto che permettesse loro di fidelizzare, senza perderli, i clienti Ibiza e Leon al momento dell'acquisto di un mezzo di categoria superiore. Dulcis in fundo, per industrializzare la nuova Exeo hanno dovuto sostenere costi piuttosto ragionevoli, visto che la macchina è realizzata pescando a piene mani dalla sconfinata banca organi del Gruppo VW. Già a livello del look, la Exeo non fa gran mistero della sua parentela con la penultima generazione dell'Audi A4. La proporzioni tra i volumi e il taglio di certe lamiere, come anche dei finestrini, dicono una volta di più che la classe non è acqua. L'impressione è quella di aver davanti forme già viste e uno sforzo in più per uscire dal seminato e dare alla berlina spagnola una maggior personalità sarebbe forse stato opportuno. In questo senso tutto è invece demandato al frontale, con il suo scollo a V e con i fari che contribuiscono a creare un taglio a freccia, definito dalla Casa giust'appunto arrow design.
Il colpo d'occhio della Exeo è comunque appagante. Le forme non si possono certo definire brutte e il loro unico difetto (molto relativo) è il retrogusto di déjà vu che resta una volta varcata la soglia dell'abitacolo. Anche qui comunque ci vuole un bel fegato per lamentarsi. Nel passaggio dalle linee Audi a quelle Seat, la componentistica non è peggiorata in modo evidente e un design non fresco di giornata è più che compensato da una cura costruttiva di ottimo livello. La plancia ha uno stile sobrio e forme equilibrate, che invecchiano comunque bene. Con particolari così curati c'è poco da stupirsi che in Spagna indichino la Exeo come la miglior Seat di sempre. Il gemellaggio tra Martorell e Ingolstadt continua chiaramente anche sotto le lamiere. Assieme alla piattaforma, a fare da ritornello tra A4 e Exeo ci sono anche raffinate sospensioni con schema multibraccio per tutte e quattro le ruote. Tale soluzione promette diversi vantaggi, specie quando ci si trova in curva a dover frenare o su fondi sconnessi.
La gamma della Exeo si articola attorno a sei motori, tre a benzina e tre a gasolio common rail (e con filtro per il particolato), la maggior parte dei quali già visto sotto i cofani di altri modelli del Gruppo VW. Quello d'accesso è il classicissimo 1.6 da 102 cv (190 km/h, 12,6 secondi per lo 0-100 e 13,3 km/litro di media. Ad affiancarlo ci saranno un 1.800 Turbo da 150 cv riservato per ora ai mercati esteri e il 2.0 TSI da 200 cv (241 km/h, 7,3 secondi e 13 km/litro), punta di diamante della famiglia in chiave sportiva. Questo ruolo gli è conteso più di quanto dicano gli aridi numeri dal due litri TDI da 170 cv (229 km/h, 8,4 secondi e 16,9 km/litro). A fare la parte del leone nella raccolta ordini sarà invece con ogni probabilità il gemello da 140 cv (214 km/h, 9,2 secondi e 18,2 km/litro), mentre la variante da 120 cv completerà degnamente l'offerta nella seconda metà dell'anno. Gli allestimenti previsti sono tre. Quello base si chiama, come vuole la tradizione della Casa, Reference e ha già una dotazione molto completa. Standard sono per esempio cose sette airbag, il climatizzatore bizona, lo stereo, i fendinebbia e il computer di bordo. Il livello intermedio è lo Style, che offre in più tra le altre cose cerchi in lega, cruise control, volante in pelle multifunzione, antifurto, sensori pioggia, crepuscolare e di parcheggio posteriori. Chiude l'elenco la versione Sport, nel cui equipaggiamento spiccano assetto e sedili sportivi.
Quanto poi ai prezzi, il listino si apre a quota 20.900 euro con la 1.6 Reference. La turbodiesel più economica è per ora la 2.0 TDI 143 cv Reference a 24.900. Il livello Style costa 1.750 euro in più. Sono cifre competitive, che, visti i contenuti e il momento delicato, potrebbero tentare molti a rinunciare addirittura a modelli premium per fare una scelta meno d'immagine ma di grande sostanza. Buona parte del successo, la Seat se lo giocherà però sul fronte delle flotte aziendali, che nel segmento D valgono circa la metà dei volumi totali.
Fonte:
MotorBox