Peugeot 4007 LA COPIA... ORIGINALE

Presentata quasi in contemporanea alla gemella C-Crosser della cugina Citroën, la 4007 si riconosce soprattutto per la forte impronta del frontale, caratterizzato dall'enorme calandra e dal vistoso stemma di Casa Peugeot sul cofano. Per il resto è tutto uguale anche dentro l'abitacolo e sotto il cofano, che per ora ospita soltanto (su entrambe) il potente 2200 turbodiesel da 156 CV, che si apprezza per morbidezza, rotondità di funzionamento, silenziosità e pulizia (monta il Fap di serie).
La possente spinta garantita dal quattro cilindri HDI consente alla 4007 di esibirsi in una brillante accelerazione, mortificata soltanto, specie sui fondi bagnati e sdrucciolevoli, dall'innescarsi di sgradevoli pattinamenti delle ruote anteriori, più evidenti quando si marcia in modalida 2WD. Fondamentale il buon accordo col cambio, un sei marce manuale dagli innesti ben definiti. Più fastidiosa, soprattutto nel traffico urbano, la pesantezza della frizione.
Convince anche lo sterzo, dall'impostazione senz'altro adeguata allo spirito della 4007, una crossover agile e disinvolta, che ha nella gradevolezza di guida il principale punto di forza. La Suv francese, però, può giocare anche il jolly dei consumi, da considerarsi contenuti, specie in rapporto a dimensioni e massa in gioco: le percorrenze più frequenti si attestano, infatti, attorno a 12 km/l.
La crossover francese se la cava piuttosto bene anche sui percorsi un po' più guidati, dimostrando una facilità di guida superiore, mai impegnativa. E in ogni caso l'elettronica è pronta a correggere eventuali situazioni critiche. D'altro canto, la 4007 risulta meno convincente in fuori strada, quello serio, s'intende. Non teme gli sterrati, ma non ha certo le doti di agilità e trazione di una specialista. E nemmeno pretende di averle, con il suo muso lungo, che limita l'angolo di attacco, e lo sbalzo posteriore non proprio contenuto, che può mettere a rischio la coda.